Chiese d’oriente - Una comune fede - Monofisismo - Promesse Apocalisse

CHIESA APOSTOLICA ORTODOSSA ORIENTALE
La Chiesa Assira dell’Est o Ortodossa orientale. che comprende anche la Chiesa Caldea e la Chiesa Nestoriana, è la più piccola tra le Chiese antico - orientali, e quella che vive le più grandi difficoltà. Separata da tutte le altre Chiese cristiane (a differenza delle altre Chiese non calcedoniane, non accetta neppure il Concilio di Efeso del 431), ridotta a circa 250.000 persone, vive oggi una precaria esistenza in Iran e Irak, una esigua minoranza dell’India meridionale cristiana,oltre che in Italia, ed altri luoghi della diaspora in Occidente ma soprattutto negli Stati Uniti.
Fra tutte le Chiese Orientali, è la più segnata dal fenomeno dell’ Uniatismo, i Nestoriani delle pianure dell’Irak, unitisi a Roma nel XVI secolo, costituiscono ora il Patriarcato dei Caldei, e con oltre mezzo milione di fedeli, nell’ultimo secolo,và rilevato che gruppi di clero e fedeli sono in parte entrati in comunione con la Chiesa Ortodossa Russa,al fine di evitare persecuzioni nei Paesi di residenza.
La Chiesa Assira duramente perseguitata nei genocidi anticristiani degli ultimi anni dell’Impero Ottomano, al punto che è venuta a mancare la tradizione monastica, nonché una leadership teologica, anche se la Chiesa è presente nei dialoghi di riunione tra i cristiani.
Si registra infine una forte frattura nell’episcopato, legata alla recente estinzione del sistema di elezione ereditaria del Catholicos.
Questa scissione ha creato non pochi disaccordi liturgici.In Italia manca una diaspora Assira di un certo rilievo, eppure in almeno un paio di occasioni si è tentato di dare vita nel nostro Paese a comunità autonome.
La Chiesa Apostolica Ortodossa Orientale che oltre la normale attività di pastorale missionaria ha curato la formazione religiosa e culturale di svariati fedeli. Un valido sostegno è stato riconosciuto all’AMES per la sua opera.

Chiesa Copta Ortodossa
Intervista con Papa Shenouda III
Il Quale sostiene: Il dialogo deve riprendere anche con i cattolici, con i quali è fermo a causa del primato Petrino. Preoccupa la fuga dei cristiani dal Medio oriente.
Ci sono accordo e concordia tra i cristiani d’Oriente; il dialogo tra loro deve continuare ed essere basato sulla reciproca fiducia.
Papa Shenouda III, capo spirituale dei Copti Ortodossi nel mondo, che in una intervista ad AsiaNews parla anche della difficoltà del dialogo con la Chiesa cattolica Romana, ostacolato dal problema del primato del vescovo di Roma, e della sua speranza in una ripresa durante il pontificato di Benedetto XVI.
Presente ad Amman per i lavori del Consiglio ecumenico delle Chiese della regione, Papa Shenouda capo di più di dieci milioni di fedeli nel mondo e soprattutto in Egitto, nega che il dialogo inter-religioso nella regione araba sia condizione di sopravivenza delle religioni, perche ciò che regna nella regione è l’accordo e la concordia fra i responsabili religiosi.
Il dialogo deve essere basato sulla fiducia reciproca fra tutti i componenti del tessuto religioso arabo, compresi i cattolici, ma non con gli Ebrei.
La Chiesa copta ortodossa non accetta di andare a Gerusalemme fino a quando non sarà liberata dalla presenza israeliana.
Ad una domanda sugli ultimi sviluppi della situazione in Israele dopo la vendita dei terreni da parte del patriarca destituito Ireneo al governo d’Israele, Shenouda ha espresso la sua ferma condanna di questi atti ingiusti, perche i terreni della Chiesa sono proprietà dei suoi fedeli e non del suo dirigente; il capo dei copti ortodossi chiede ai responsabili religiosi cristiani di non vendere i loro terreni che costituiscono l’unica garanzia per mantenere la presenza cristiana in Medio oriente.
Sul futuro dei cristiani in Medio oriente, Shenouda non ha nascosto la sua preoccupazione a causa del flusso enorme dei cristiani verso l’occidente da una parte e della situazione difficile che travolge la regione dall’ altra. Ma bisogna sperare nel Signore, re della storia e guardiano del suo popolo.
Quanto al dialogo ecumenico con la Chiesa cattolica, Shenouda ha ricordato che esso è iniziato dopo il concilio Vaticano II, con la sua visita storica in Vaticano nel 1973 e la firma insieme con Paolo VI della Dichiarazione comune con la Chiesa cattolica. Ora è fermo a causa di controversie teologiche e dogmatiche.
Il problema maggiore che ostacola il dialogo ecumenico è il primato del vescovo di Roma che impedisce qualsiasi sviluppo con le Chiese orientali perche Gesù Cristo non ha lasciato un solo successore ma ha conferito alle singole Chiese questa potestà.
Tutti i capi delle Chiese orientali sono, sempre secondo Shenouda, successori di Gesù Cristo.
Il Papa Shenouda,ha comunque espresso compiacimento della Chiesa che presiede per l’elezione di Papa Benedetto XVI, che si mostrato molto aperto al dialogo ecumenico ed ha chiesto alla Chiesa cattolica di non interrompere il dialogo su molte questioni comuni.
Egli ha infine espresso la sua fiducia nei giovani che costituiscono “la primavera della Chiesa”.
Per questo ha annunciato l’istituzione in seno al patriarcato copto ortodosso nel Cairo di un organismo che si occupa dei giovani, ed la prima vota che accade, presieduto da un vescovo giovanissimo. Vogliamo seguire i giovani e condurli sulla strada giusta, e questo un comandamento urgente in questo periodo per poterli proteggere dalle tendenze al male.
Alcune notazioni fondamentali:
Nel 1973 Shenouda III (il primo Patriarca Copto a visitare il Papa di Roma) e Paolo VI firmano una dichiarazione comune nella quale si auspica l’ unità della Chiesa. Viene formata una commissione mista copta-cattolica .
Nel 1979 Shenuda III si incontra con l’arcivescovo di Canterbury.Shenouda inizia anche il dialogo ecumenico con gli Ortodossi e i Protestanti. Nel 1981 L’ascesa del fondamentalismo islamico raggiunge il culmine quando il Presidente Sadat pone Shenouda III agli arresti domiciliari cui resterà fino al 1985.
Nel 1987 Copti e Ortodossi Orientali eliminano le rispettive scomuniche riconoscendosi reciprocamente in unione nel Cristos e concedendo ai fedeli delle due Confesioni la reciprocità di assistere alla Sante Funzioni.
I rapporti ecumenici tra la chiesa cattolica e la chiesa armena hanno per base la dichiarazione comune del papa Paolo VI e del katholikòs armeno Vasken I (1970).
La visita di Giovanni Paolo II al patriarca armeno di Costantinopoli del 1979 ha ulteriormente migliorato i buoni rapporti tra le due chiese, e in particolare col katholicos Karekin, morto nel 1999.
La Chiesa di Roma ha fatto notevoli passi per riunire tutte le chiese Cristiane di Oriente in unico corpo spirituale pur nella diversità della dottrina. Questo è ammirevole da parte del Papato purche Roma non pretenda l’assolustimo dogmatico Vicariale, sulle Chiese pre esistenti.

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