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COMMENTO AL “PADRE NOSTRO”

 

Quante volte abbiamo recitato il “Padre nostro” come una filastrocca, senza renderci conto di quello che dicevamo? Io t’invito a farlo in una maniera diversa, gustando la bellezza e la profondità di questa preghiera, ne avrai grandi benefici, specialmente nei momenti difficili.

PADRE NOSTRO

Dio che si fa nostro padre, quel Dio che ci hanno insegnato a temere, quel Dio che vede tutto, giudica e punisce con malattie e pene eterne, in realtà, non è nulla di tutto questo, è solo un Padre.

Un Padre tenero ed affettuoso, pieno di attenzioni per i suoi figli, sempre pronto a perdonare le nostre debolezze. Fai un confronto col tuo padre terreno, pur avendo tanti difetti, ti vuole bene e tu glie ne vuoi, perché si prende cura di te.

Gesù dice:”Se i vostri padri naturali vi danno solo cose buone, quanto più il vostro Padre Celeste non darà ogni cosa buona a coloro che glie la chiedono”. Immagina Dio davanti a te e chiamalo molte volte: “Padre mio…Padre mio” entra in confidenza con Lui, abituati alla sua presenza, parlagli come se lo avessi accanto a te. Presto lo sentirai realmente vicino, e sarà per te una consolazione immensa.

CHE SEI NEI CIELI

Non cercare Dio sulla terra, nelle chiese, negli oggetti, nelle ostie. E’ vero che Egli permea tutte le cose e le vivifica, ma se vuoi avere contatto con Lui devi trasferire la tua attenzione “nei cieli” vale a dire nel mondo spirituale che si trova dentro di te e di cui la tua spiritualita è parte.

Cerca Dio nel tuo cuore, nel più intimo del tuo essere, solo lì potrai trovarlo e gustare la dolcezza della sua presenza. Gesù ha detto: “Il regno di Dio è dentro di voi”.

SIA SANTIFICATO IL TUO NOME

Il nome di una persona esprimeva la sua essenza, quindi con questa frase tu esprimi tutta la tua gratitudine ed il tuo affetto verso questo Essere che è voluto diventare tuo padre. In altre parole potremmo dire; “Per me tu sei grande e meraviglioso, voglio esprimere con la mia vita, la gratitudine che ho per te.

Desidero che tu sia glorificato dalla mia testimonianza, e che gli altri vedano i benefici che hai portato nella mia vita, e anche loro benedicano il tuo nome”.

VENGA IL TUO REGNO

“Venga io nel tuo regno. Che io possa scoprire il paradiso perduto dai miei antenati, fa’ che possa avere la percezione del mondo spirituale, che possa ricreare in me, nel centro del mio essere interiore, il tuo regno, dove io e te passeggiamo nei giardini celesti, e lì c’incontriamo e scambiamo parole d’amore”.

E’ difficile spiegare come si possa ricreare il regno di Dio dentro di sé, e renderlo un luogo reale e non di fantasia. Se riesci a fare una cosa del genere, tu diventi un eletto ed una nuova creatura, nata di nuovo, non più dalla carne ma dallo spirito. Tu non appartieni più a questo mondo, con i suoi dolori, le sue illusioni, ma diventi cittadino del Regno dei Cieli dove trovi tutto ciò di cui hai bisogno.

E mentre gli uomini terreni si affaticano per avere un po’ di benessere, un po’ di pace e serenità interiore, tu navighi in un mare di serenità, di gioia e d’amore puro. E tutto questo è dono del tuo Padre.

SIA FATTA LA TUA VOLONTA’

Non significa che Dio ha promulgato una serie di leggi e guai a chi le trasgredisce.

Il senso è piuttosto questo: Dio ci ha creato con uno scopo: perché ognuno di noi possa evolversi e crescere alla statura di Cristo. Per questo Egli ha segnato un percorso che è specifico per ciascuno di noi e che serve appunto a questo scopo. Noi invece facciamo i nostri progetti e le nostre scelte che non sono in linea col progetto di Dio, perché spesso i nostri traguardi sono materiali e spesso facciamo delle scelte che poi si rivelano sbagliate, perché la nostra visione è limitata, e ciò che oggi ci sembra buono, poi si rivela una tragedia, che porta molta sofferenza e ci costringe a fare marcia indietro.

Da quando ho capito questo io mi affido completamente a Lui, facendomi guidare dalla sua Saggezza. Voglio armonizzare i miei pensieri con la missione che mi ha affidato.

Le mie richieste sono sempre subordinate a ciò che Lui ritiene per il mio bene. Se una tal cosa deve rivelarsi dannosa per me, gli chiedo di non darmela.

In questo modo, affidandomi completamente a Lui, so che tutto ciò che mi succede sarà a mio vantaggio, anche ciò che ora mi sembra negativo. Affidando il timone della mia vita a Lui io posso vivere con molta più leggerezza. Nella Bibbia è scritto”Ogni cosa concorre al bene di coloro che amano Dio”

COME IN CIELO, COSI’ IN TERRA

Questa frase introduce un parallelismo d’estrema importanza tra il mondo spirituale e quello fisico. Tutto ciò che avviene nel mondo spirituale, si riflette in quello materiale. Il problema è che noi non abbiamo più memoria del mondo invisibile e quindi siamo costretti a subire le conseguenze nel fisico senza saper intervenire sulle cause.

Ci ritroviamo delle malattie e non sappiamo la vera causa.

In realtà la malattia del corpo è conseguenza di una distorsione che avviene nello spirito, a livello energetico. Ciò che viviamo è la proiezione di ciò che abbiamo dentro di noi. Per questo si dice che la bellezza è negli occhi di chi sa guardare.

Chiediamo al Padre di armonizzarci con il suo pensiero a livello interiore, di ristabilire in noi l’ordine divino che regna nell’universo, abbandoniamoci alle sue intenzioni che sono certamente migliori delle nostre, e sono per il nostro benessere.

“Padre mio, sia fatto di me secondo il tuo intento, armonizzo la mia mente, le mie scelte ai tuoi desideri, rinuncio ai miei progetti se non vanno nella stessa direzione tua, perché sono sicuro che essi non mi porteranno alcun beneficio, ma solo altri errori e sofferenze, mi abbandono alla corrente divina e mi lascio trasportare da te…mi abbandono fiducioso come un bimbo nelle braccia della mamma”.

Dopo aver pronunciato queste parole dovresti sentire una pace scendere nel cuore, perché non sei più tu a lottare, ma ti sei affidato al miglior consulente, colui che lavorerà per te e ti guiderà nei pascoli abbondanti.

DACCI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO

“Aiutami a trovare il mio sostentamento senza sprecare le mie energie. Tu sei il padrone dell’Universo, ed io sono tuo figlio, erede dell’immensa ricchezza universale. Tutto ciò che hai creato mi appartiene, e l’unico ostacolo a questa ricchezza è il fatto che io non credo. Mi hanno insegnato che la vita è dura, bisogna lottare per guadagnare dei soldi, che bisogna difendersi da tutti perché in giro ci sono molti ladri e sciacalli. Per questo il mio cuore si è chiuso, ed ho chiuso le porte alla tua prosperità. Ho cercato nel mondo materiale un cibo materiale che nutre il mio corpo, ma non il mio spirito. Per questo sono sempre insoddisfatto e cerco soddisfazione nel fumo, nell’alcol, nelle droghe, nel sesso, o in altri miti che la società mi propone per adescarmi. Dammi Signore la coscienza della prosperità, inondami della tua Energia che vivifica, porta salute, benessere, gioia ed abbondanza. Insegnami a donare perché dando al prossimo si riceve maggiore ricchezza da te”

RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI, COME NOI LI RIMETTIAMO AI NOSTRI DEBITORI

Chissà perché si pensa subito al perdono dei peccati. Io penso invece che si tratti proprio di una situazione debitoria, dal momento che noi riceviamo qualcosa, siamo in debito nei confronti del donatore. Prima abbiamo chiesto al Padre di soddisfare le nostre esigenze di natura materiale e soprattutto spirituale, è chiaro che siamo in debito con Lui.

Ma come possiamo pareggiare i conti con Dio? Solamente cancellando i debiti che abbiamo con i nostri simili. Perciò Gesù c’invita ad essere generosi. Se noi non saldiamo il nostro debito, Dio ci chiude le porte, anzi siamo noi che chiudendo il nostro cuore nei confronti del prossimo, impediamo a Dio di riempirlo dei suoi doni. E’ un meccanismo automatico che fa parte delle leggi spirituali. Il meccanismo funziona anche al contrario: donando al prossimo, noi acquistiamo dei crediti presso Dio, il quale ci compenserà a dovere.

E’ scritto nella Bibbia “Chi dona al povero, presta a Dio, che gli contraccambierà l’opera buona” E Gesù dice: “Dai e ti sarà dato, La misura che userai per gli altri sarà usata per te”.

Teniamo conto di questo meccanismo del dare e avere, perché nell’Universo i conti si pareggiano sempre, senza nessuna eccezione. La situazione debitoria, trasferita sul piano spirituale include anche la cancellazione di malefatte, e giustamente se vogliamo che Dio cancelli le nostre malefatte, dobbiamo ripagarlo perdonando le malefatte del prossimo nei nostri confronti.

Il perdono non deve essere inteso come una capitolazione davanti al male, ma in questo caso, come un pareggio dei conti. Questa considerazione ci deve lasciare soddisfatti e sereni, perché l’aver subìto un torto lascia dentro di noi una scia di rabbia e rancore, deleteria per la nostra salute. E’ chiaro che questo non significa impunità per il malfattore, le leggi spirituali non conoscono eccezioni, e chi commette il male acquista un Karma negativo, e si attirerà altro male su di sé, perché la sofferenza lo porti a pentirsi e cambiare vita. Ma questo non è affare nostro, a noi spetta solo pareggiare i nostri conti e lasciare che le leggi universali facciano il loro corso.

Ognuno di noi deve seguire una crescita evolutiva che lo voglia o no . Essere ai livelli più bassi significa soffrire molto, ma proprio la sofferenza deve servire di stimolo a migliorare. “Padre voglio pareggiare i conti con tutti, sia quelli materiali che spirituali, voglio riconciliarmi con chi ho offeso, perdonare chi mi ha fatto del male, pagare i miei debiti ed aprire il mio cuore al flusso energetico dell’abbondanza, sia nel ricevere che nel dare, ma soprattutto voglio la pace del cuore che per me è la cosa più importante. Solo se ho la serenità interiore, potrò percepire la tua meravigliosa presenza”.

E NON CI INDURRE IN TENTAZIONE

Ecco un’altra frase che si presta ad interpretazioni sbagliate. Non è certamente Dio che c’induce in tentazione, né credo che si tratti di tentazioni nel senso cattolico del termine, come ci hanno insegnato al catechismo. Quando subiamo dei torti siamo tentati di pareggiare i conti vendicandoci. Abbiamo imparato invece a pareggiarli in altro modo, ma la tentazione di vendicarci in qualche modo rimane.

Questo atteggiamento è conseguente alla sensazione di rabbia che permane in noi. Noi chiediamo a Dio la forza di liberarci da queste emozioni negative, che permanendo in noi, causano notevoli danni al nostro spirito ed in seguito al corpo, procurandoci vere e proprie malattie.

In questo caso il male che abbiamo subito si amplifica enormemente: non solo abbiamo subito un torto a livello materiale, ma questo fatto ha generato in noi una sensazione negativa di rabbia che può essere mille volte più dannosa perché ce la portiamo dentro come un cancro spirituale, ed anche perché è difficile da smaltire. Allora il danno materiale diventa poco rilevante in confronto a quello interiore. In questo contesto possiamo capire le parole di Gesù quando dice “Se qualcuno vuole litigare con te per toglierti la tunica, tu dagli anche il mantello” è meglio subire un piccolo danno materiale che un grosso danno spirituale qual è la perdita della serenità interiore. Questa è una sciocchezza che facciamo spesso.

“Padre non farmi cedere alla tentazione di vendicarmi, ma piuttosto aiutami a liberarmi della rabbia che ho dentro”.

MA LIBERACI DAL MALE

Ora si capisce meglio il senso di questa frase. Amplifichiamo il concetto: qui stiamo parlando del problema del male. Il male è come un virus che noi ci trasmettiamo volontariamente o involontariamente. Esso passa da persona a persona accomunandoci in un’epidemia che non ha mai fine. Chi riceve il male vuole scaricare la sua rabbia su qualcun altro, e spesso sulla persona più debole che ci sta accanto. Chi è stato violentato da piccolo, diventa violentatore.

Il male che facciamo è quello che in un modo o nell’altro abbiamo subito. Se una persona subisce le ire del datore di lavoro, quando torna a casa, scarica i suoi nervi sulla moglie, la quale poi scarica sui figli. Essi poi se la prendono con i compagni di scuola, in genere c’è sempre un capro espiatorio, incapace di difendersi il quale accumulerà rabbia che lo farà diventare un violento da grande. Liberaci dal male significa interrompere questa sequela, interrompere la catena in modo tale che si arresti il contagio, e diminuisca il dolore che regna in questo mondo. Questo è il compito dei costruttori di pace. La pace nel mondo verrà quando le coscienze sono in pace, non si ottiene facendo cortei o esponendo bandiere ai balconi.

La pace comincia quando tu sei in pace con l’universo. Per fare questo devi liberarti dal male interiore, mettendo davanti a Dio tutto il tuo dolore, e ricevendo in cambio la pace del cuore.

A volte abbiamo la sensazione che il male proveniente dall’esterno ci sovrasti come un’alluvione. Noi ci attiriamo situazioni dolorose perché servono alla nostra crescita interiore, e questo è un bene, l’opposizione al nostro cammino, ci rinforza, ma a volte abbiamo la sensazione di annegare in un oceano di male che ci assale da tutte le parti. Chiediamo al Padre di allontanare da noi questo male, le persone malvagie, gli eventi negativi, le disgrazie, ma soprattutto di purificare il nostro cuore dal male che risiede dentro di noi e che necessariamente ci allontana da Lui.

“Liberami Padre, dal male che devasta il mondo, dal negativismo, dalla depressione, dallo scoraggiamento, dalla povertà. Evita di farmi incontrare malvagi e truffatori, gente che calunnia e che gode nel trasmettere notizie negative, insegnami a riconoscere queste persone perché le possa allontanare. Metti nel mio cuore pensieri positivi, di benessere, d’armonia con tutti e d’amore per te.

Insegnami ad amare in modo da contrastare la corrente del male con quella dell’amore e che io possa essere costruttore di pace”. Gesù dice: “Beati i costruttori di pace perché saranno chiamati figli di Dio”

 

 
Ora che il “Padre nostro” è diventata una preghiera dal significato molto ampio, ti consiglio però di parlare col Padre con parole tue sgorganti dal cuore, oppure seguire la falsa riga di questa preghiera ma mettendoci le tue parole, come ho fatto io.
Se proprio non riesci, pronuncia le frasi come le ho divise io soffermandoti per circa 30 secondi su ciascuna di loro (o anche di più) ti accorgerai della differenza.
Diventa anche tu un fautore di fede e pace universale.
Padre Anatolio–
 
 
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-Ascoltare una di queste preghiere auspico-

-sia  per Voi un momento di salvezza-

-un pensiero mattutino-una preghiera serale-

-per ricordare sempre Gesù e la sua Santissima Madre-

 

 

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Category: Insegnamenti
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