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Persecuzioni in Oriente

Un popolo dimenticato

In Iraq vive una minoranza di cui si parla raramente: gli assiro e i caldei. Probabili discendenti dei primi abitanti dell’antica Mesopotamia, sono di religione cristiana e parlano dei dialetti semitici imparentati con il siriaco, ma padroneggiano anche una versione classica di questa lingua, scritta con un alfabeto particolare.

La comunità assiro e quella caldea in Iraq vive soprattutto nel nord, regione a maggioranza curda, ed è composta da poche decine di migliaia di persone, che si trovano in una posizione molto diversa rispetto agli altri gruppi etnico-religiosi del paese.
Non godono infatti di un appoggio esterno paragonabile a quello che la Turchia fornisce ai turkmeni, né hanno un peso demografico simile a quello dei curdi.
Per questa loro debolezza da anni emigrano in massa verso l’Australia, gli Stati Uniti e il Canada: si stima che sarebbero tre milioni gli assiro e i caldei sparsi per il mondo.

Malgrado il suo carattere totalitario e repressivo, il regime baathista aveva concesso dei diritti culturali e politici significativi a questa minoranza, da cui proviene anche Tareq Aziz, l’ex viceprimo ministro di Saddam Hussein. Adesso il loro futuro appare piuttosto incerto, anche se sono rappresentati ufficialmente nel consiglio di governo transitorio iracheno.

Dopo l’assassinio di dieci cristiani a Baghdad aumenta il flusso di profughi cristiani dall’Iraq. Le Chiese devono immediatamente elaborare un programma d’aiuti
L’Associazione pone l’attenzione sull’aumento del flusso di profughi cristiano-caldei dall’Iraq e si appella alle Chiese in Europa affinché rafforzino il proprio lavoro di sostegno all’Iraq e elaborino immediatamente un programma di aiuti per l’emergenza.

Secondo quanto racconta Tilman Zulch, presidente dell’ APM Internazionale che si trova nel Nord dell’Iraq, le locali organizzazioni cristiano-caldee iniziano a essere sempre più preoccupate per la crescente persecuzione di cristiani da parte di gruppi islamici: i dieci cristiani uccisi la settimana scorsa a Baghdad e il cristiano-caldeo decapitato a Mosul sono solo gli ultimi di un lungo elenco di morti. Da maggio 2003 in Iraq sono stati uccisi oltre 80 cristiani iracheni, di cui 20 nel settembre 2004.

Le famiglie cristiane dell’Iraq centrale e meridionale, abitato prevalentemente da arabi, stanno progressivamente perdendo la speranza per una convivenza pacifica e decidono di fuggire presso i loro parenti nel Nord, abitato prevalentemente da Kurdi, o nella vicina Giordania e Siria, dove negli scorsi due mesi sono giunti almeno 40.000 profughi cristiani. Secondo diverse stime in Iraq vivono circa 600.000 Cristiani assiro-caldei.

I dieci cristiani uccisi lavoravano come camerieri per il club Madi Al Said, nel quale vengono servite anche bevande alcoliche. I giovani uomini sono stati uccisi da colpi di arma da fuoco mentre tornavano a casa dopo il lavoro. I nomi di otto degli assassinati, di cui alcuni erano fratelli, sono noti : 1. Amer Nissan, 2. Adel Nissan, 3. Amanuel Nissan, 4. Bassam Elias, 5. Rasem Elias, 6. Amer Koshaba, 7. Amer Shaba, 8. Maradona Amanuel.
A Mosul il 30-enne Bassam Sabi, Cristiano assiro-caldeo, è stato prima rapito e poi decapitato.
Nella città è stato distribuito un Cd con le immagini del crimine. Anche i due cristiani Rimon Shaman e Fira Patros sono stati uccisi nello stesso modo.

Nonostante la liberazione del vescovo di Mosul non si ferma l’esodo dei Cristiani assiro e caldei
La liberazione di Basilius Georg Qasmusa, vescovo della Chiesa siriaco-cattolica di Mosul non riuscirà a frenare la fuga in massa dei Cristiani dall’Iraq centrale e meridionale, e in particolar modo dalle regioni sunnite.

Solo a Mosul vivevano tra gli 80.000 e i 90.000 assiro-caldei. Secondo le stime, a tutt’oggi in Iraq sono stati uccisi più di 300 Cristiani e oltre 25 chiese sono state in parte o completamente distrutte. Delle aggressioni contro Cristiani da parte di estremisti islamici, baathisti o semplici criminali, dei rapimenti e delle torture, degli stupri e degli omicidi ormai non si parla nemmeno più, commenta Tilman Zulch, ma ognuno di questi soprusi rafforza la paura e l’insicurezza dei 600.000 assiro-caldei iracheni. Insieme a loro soffrono circa 50.000 Mandei, la cui religione pre-cristiana usa l’aramaico e affonda le sue origini in Giovanni Battista, oltre una forte componente cristiano nestoriana.

Il numero degli assiro e i caldei fuggiti nella regione autonoma kurda nel nord dell’Iraq è salita a circa 11.000 persone.
Approssimativamente tra i 40.000 e 60.000 Cristiani dovrebbero essere fuggiti in Giordania, Siria e Libano. oltre che Europa e Stati Uniti. Nonostante nell’ Iraq kurdo, i cristiani sono considerati benvenuti, per cui è stato formato un comitato di accoglienza, in parte sono stati loro assicurati terreni e aiuti per la costruzione di case.

Lo stesso Sargis Aghajan, Vice-Primo Ministro della regione, appartiene alla minoranza assiro-caldea. Nel dicembre 2004 l’associazione si è rivolta ai 25 paesi membri dell’UE, agli USA, Canada, Giappone, Norvegia e la Svizzera, alla Commissione dell’UE e ai parlamentari per chiedere l’istituzione di un fondo per l’assistenza ai profughi iracheni e il loro reinserimento nel nord dell’Iraq. La richiesta ha ricevuto un certo numero di risposte finora positive.

 

Tutto il mondo Cristiano si riunisce in preghiera, per una pacificazione di tutte le terre martoriate, a causa di egoismi che nulla hanno a vedere con una diversa fede o dottrina, ma di queste diversità fanno martirio.


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art.in parte tratto da cronache APM

Category: Storia
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